27 ottobre 2020
Il poeta Giuseppe Ungaretti disse di sè stesso nel 1963:
“La mia poetica di vita è nata in realtà in trincea,
la guerra improvvisamente mi ha rivelato il linguaggio.
Dovevo dire in fretta, perché il tempo poteva mancare, e nel modo più tragico; in fretta dire quello che sentivo. Se dovevo dirlo in fretta lo dovevo dire con poche parole. E se lo dovevo dire con poche parole, lo dovevo dire con parole che avessero avuto una intensità straordinaria di significato.
E così ho trovato il mio linguaggio: poche parole piene di significato che rendessero pienamente la mia situazione di quel momento.
Io, quest’uomo, solo in mezzo ad altri uomini soli, in un paese nudo, terribile, di pietra; altri uomini che sentivano, come me, ciascuno singolarmente, la propria fragilità.“