Come è fatta la terapia intensiva di un reparto Covid–19

Covid-19, la terapia intensiva isolata

Per terapia intensiva si intende il monitoraggio e l’assistenza sanitaria continua, h 24.

La terapia intensiva si rende necessaria nel caso in cui il paziente si aggrava e necessita di ventilazione polmonare artificiale nel caso specifico del Covid-19, in generale quando vengono messe in pericolo i sistemi nervosi, circolatori e respiratori.

Stanza terapia intensiva. Fonte wired.it

La particolarità degli spazi adibiti a terapia intensiva è che devono essere ampi. Questo è dovuto al fatto che deve essere garantito lo spazio necessario per il personale medico e per i macchinari, che risultano essere ingombranti. Nel mio caso, la stanza, singola, era dotata di bagno separato individuale.

Pianta reparto ICU Policlinico Gemelli. Foto Igiene e tecnica ospedaliera – C. Melino, P. Abetti, A. Bossi

Lo spazio necessario è stimato intorno ai 21 metri quadrati di area libera per letto nel caso di più posti letto in una stanza, mentre devono essere garantiti 23 metri quadrati per camera nel caso di stanze individuali.

All’interno delle stanze si trovano un ventilatore polmonare meccanico, sistema di controllo delle funzioni vitali del paziente, un sistema di aspirazione, macchinario per la dialisi e, ovviamente, un sistema di alimentazione di emergenza. Un sistema centralizzato di ossigeno e aria compressa deve essere previsto e sono consigliati due appresamenti dell’ossigeno per posto letto.  

Una stanza di terapia intensiva deve essere necessariamente isolata con lo spazio esterno. Questo perché deve essere garantito il biocontenimento all’interno nel caso di malattie infettive e, soprattutto, per garantire che gli agenti esterni possano infettare lo spazio interno. Ecco perché i macchinari, strumenti e addirittura il personale sanitario devono essere sterilizzati. Per minimizzare lo stress del paziente deve essere garantito un sistema di illuminazione, talvolta anche naturale tramite vedute per l’esterno.

Difficile creare posti letto

La difficoltà sta proprio nel creare le camere di biocontenimento che significherebbe occupare un’area ampia per un solo posto letto. Inoltre, sono necessarie misure straordinarie come un sistema di filtraggio e areazione con flusso unidirezionale. Infatti, la qualità dell’aria deve essere mantenuta sicura programmando almeno 6 ricambi d’aria per camera per ora. La stanza deve poi essere sottoposta a pressione negativa per mitigare il contagio con l’aria esterna.

Carenza personale

Tuttavia la difficoltà Maggiore da superare in questo periodo , è la carenza di personale addestrato. Per 15 pazienti, dove ero io nel reparto, c’erano 40 persone addette tra dottori, paramedici, infermieri, addetti alle pulizie, OSS, impiegati, eccetera. Persone che coprono i turni che normalmente sono di 12 ore.

Rischio del personale addetto

Nessuno della squadra può sbagliare. Se uno fa un errore, ne pagano le conseguenze anche gli altri componenti del team. Ci sono dei protocolli standard che vanno seguiti pedissequamente . Pertanto come potete immaginare viene richiesto uno sforzo di attenzione a livelli altissimi.

Questo sforzo supplementare dovrebbe venire pagato in maniera adeguata non con gli stipendi da fame che loro percepiscono mensilmente . Il rischio di essere contagiati resta comunque molto elevato.

Settimanalmente tutto il personale viene sottoposto a prova tampone.